27 set 2012


“Più volte mi è stato detto che per andare avanti con l’arte avrei iniziato a leccare anch’io. Così ho provato, colorandomi direttamente la lingua e cercando di leccare nel migliore dei miei modi. L’esercizio porta a continui conati di vomito e a forti bruciori alla lingua. Mi rendo conto ci voglia una tecnica, che non credo di voler imparare.”
Serena Vestrucci




Il momento in cui prima o poi si comincia a leccare per andare avanti
Leccate su tela, tempera, dimensioni e durata variabili, 2012 


10 set 2012

SERENA VESTRUCCI // TIGRE CONTRO TIGRE



25 settembre – 10 novembre 2012
con un testo di Francesca Pagliuca
opening: martedì 25 settembre, ore 18,30
FuriniArteContemporanea, Via Giulia 8 – Roma



Please, scroll down for English version

Per la sua prima mostra personale da Furini Arte Contemporanea, Serena Vestrucci (Milano - 1986) presenta TIGRE CONTRO TIGRE, un corpo di lavori inediti in cui ripete continuamente un gesto nel tentativo insistente di imparare una tecnica per usare la lingua. “Mi piace pensare di leggere il disegno come uno scioglilingua”, spiega Vestrucci.
L’interesse di Serena per il processo di realizzazione dell’opera - intesa come oggetto di pensiero e relazioni che nasce, cresce e si trasforma col passare del tempo, con il confronto con il suo contesto e con il fruitore dell’opera stessa - le permette di giungere a riflessioni sensibili sulla natura delle cose, sul loro senso, sul rapporto causa-effetto, servendosi del discorso dell’arte e dell’analisi della funzione/percezione dell’opera d’arte, fino a tradurre le esperienze in un linguaggio semplice ma efficace, che si fa universale.
Serena Vestrucci si pone continuamente domande, come in un processo a catena, e formula ipotesi fino a toccare il mondo con mano sensibile, con il fine di suggerire al mondo stesso di guardare con più consapevolezza, considerando il dentro e il fuori, il contorno, le azioni che ne scaturiscono e la funzione del tempo in possibili effetti diretti e indiretti, finiti e infiniti.
For her first solo-show at Furini Arte Contemporanea, Serena Vestrucci (Milan – 1986) presents TIGRE CONTRO TIGRE, a body of unedited works in which she continuously repeats an act with the insistent attempt to learn a technique to use the tongue. “I like thinking to read the drawing as a tongue-twister”.
The Serena’s interest for the achievement process of the artwork – intended as object of thought and relations which was born, grows and transforms with the process of time, the comparison with its contest and the artwork’s user, allows her to reach sensitive reflections on the nature of things, on their sense, on the connection cause-and-effect, by using the discourse of art and the artwork’s function/perception analysis, up to translate the experiences in a simple but effective language, which becomes universal.
Serena Vestrucci continuously asks herself questions, like in a chain process, and formulates hypothesis up to touch the world with sensitive hand, with the aim to suggest to the world to watch with more awareness, considering the inside and the outside, the outline, the acts which originate from them and the time function in possible direct and indirect effects, finite and infinite.
Bio: Nata a Milano nel 1986, ha conseguito nel 2009 il diploma presso l’Accademia di Brera di Milano. Dopo aver trascorso due anni a Berlino, attualmente frequenta il corso di laurea specialistica di Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia e ha recentemente concluso l'anno di residenza presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa. Fra le mostre personali: 2012 Tigre Contro Tigre, FuriniArteContemporanea, Roma; Cose che si muovono nel crepaccio ad una lentezza tale da sembrare solo campate in aria, IL CREPACCIO, Milano. Fra le mostre collettive: 2012 Paesaggi, Visioni, Ricordi. Artisti in dialogo tra Cina e Italia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Campo Santo Stefano, Venezia; Boarding Pass n°2, con Alessandro Di Pietro, a cura di Martina Cavallarin e scatolabianca, VBM 20.10, Berlino; Opera 2011 Lunar Park Artisti degli Atelier Bevilacqua La Masa, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2011 I Borsisti della 94ma Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Artissima 18, UniCredit STUDIO, Torino; Sentieri liberi. Camminare per scegliere ed esplorare, Premio Stonefly Cammina con l'Arte 2011, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; BYTS 's-HERTOGENBOSCH 2011, a cura di Monique Verhulst, Stedelijk Museum, ‘S-Hertogenbosch, Paesi Bassi; 104 GIORNI - 5 ORE - 32 MINUTI, doppia personale con Manuel Scano a cura di Francesca Pagliuca, UniCredit STUDIO, Milano 2010  94ma Collettiva Giovani Artisti, a cura di Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Festa del Migrante, a cura di Viviana Checchia, Gino Gianuizzi, Anna Santomauro, neon>campobase, Bologna; ART HUB video e suono, un progetto a cura di freeUnDo 2009 Ich komme später, mostra collettiva, 91mQ art project space, Berlino, Germania; Real Presence, mostra collettiva a cura di Dobrila Denegri e Biljana Tornic, House of Legacy, Belgrado, Serbia; Salon Primo, Accademia di Brera, Milano 2007  Alberi d’Artista a cura di Giacinto di Pietrantonio, GAMeC, Bergamo Premi: Premio Stonefly Cammina con l’Arte 2011 con l'opera Forme di passeggiata con qualcuno Residenze: 2011 Residenza presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Real Presence, nKA/ICA, Belgrado, Serbia, curato da Dobrila Denegri.
FuriniArteContemporanea
Via Giulia 8 – 00186 Roma
info: info@furiniartecontemporanea.it
tel: +39 0668307443
www.furiniartecontemporanea.it 

 NEWSLETTER SETTEMBRE 2012

ANDREA BIANCONI


Residency Unlimited, Brooklyn, NY

Andrea Bianconi will present ROMANCE
(a video based on his first artist Book published by CURA.BOOKS)  
performance in New York September 21, Union Square at 8pm during the Summer Nights  




SERENA VESTRUCCI



TIGRE CONTRO TIGRE

25.09-10.11 2012

FuriniArteContemporanea - Roma




WILLIAM COBBING



C R A Z E E   G O L F
7 September – 27 October 2012
Private View: THURSDAY 6 SEPTEMBER 6 – 8.30pm
18 holes – 18 artists:

JO ADDISON | JORDAN BASEMAN | FRAN BURDEN | WILLIAM COBBING | 
NICKY COUTTS | MARCIA FARQUHAR & JEM FINER | EDWARD FORNIELES |
 ADAM GILLAM | OONA GRIMES | TONY GRISONI | JOST MUENSTER | CLUNIE REID 
| ALICE WALTON | RICHARD WENTWORTH | JOBY WILLIAMSON | SARAH WOODFINE | 
TOM WOOLNER
Photo © John Hinde Ltd 
Opening times: Wednesday to Friday 11am - 6pm, Saturday 11am - 4pm
TINTYPE
18 St Cross Street
London EC1N 8UN 
info@tintypegallery.com
www.tintypegallery.com

+4407946 545978
+4407745 310772
 



ROBERT BARTA



NEUE KUNST IN ALTEN GÄRTEN
Believe  |  Glauben

2 September – 7 October 2012



OPENING: 2 September, 11pm, Untergut Lenthe

Philipp Morlock |Désirée Olescher |Stefan Roigk |Stefan Rohrer                                                                                                                                                                                                                                        
Timm Ulrichs | Henk Visch |Robert Barta |Caspar Berger |Rolf Bier |Emil Cimiotti
Petra Förster |Paolo Grassino |Kenny Hunter |Andrea von Lüdinghausen 


NEUE KUNST IN ALTEN GÄRTEN e. V.

Winterstraße 23, 30989 Gehrden-Lenthe


NEMANJA CVIJANOVIC



MANIFESTA 9
2.06- 30.09 2012
Koolmijn van Waterschei, Genk, Belgio
www.manifesta9.org



EDWARD THOMASSON




JUST ABOUT MANAGING
Southard Reid, London
6th - 29th September, 2012

http://southardreid.com/index2.html/


18 giu 2012

Marlon de Azambuja "Potencial Escultorico" at Arezzo Wave Love Festival 2012, curated by Furini Arte Contemporanea


In occasion of the Arezzo Wave Love Festival 2012 Marlon de Azambuja (San Antonio da Patrulha, Brasile - 1978, lives and works in Madrid) will intervene in an impraticable space in the festival's mainstage area. The artist will rehabilitate a space in "ruìna" giving it a new look and a new life through his typical intervention by using coloured adhesive tape, making new forms with a strong visual impact.

Il brasiliano Marlon de Azambuja (San Antonio da Patrulha, Brasile - 1978, vive e lavora a Madrid) realizzerà la sua opera in un’area impraticabile dello Stadio Comunale di Arezzo dove è allestito il mainstage del Festival. Come in molti dei suoi interventi precedenti in diverse locations sparse in tutto il mondo, de Azambuja riabiliterà uno spazio in “ruìna” restituendogli un nuovo aspetto e una nuova vita per mezzo della sua tipica tecnica con nastro adesivo colorato, creando nuove forme dal forte impatto visivo.

Marlon de Azambuja, Potencial Escultorico, 2009


Artwave
July 12-15 2012
Arezzo wave Love Festival 2012
Main stage, Stadio Comunale - Arezzo
from 7pm

info:
info@furiniartecontemporanea.it
info@arezzowave.com

links:
furiniartecontemporanea.it
arezzowave.com
italiawave.com

12 giu 2012

Deimantas Narkevicius "Ausgeträumt" at Arezzo Wave Love Festival 2012, curated by Furini Arte Contemporanea





DEIMANTAS NARKEVICIUS ‘Ausgetraümt’, 2010,  6 mins, 35mm, DVD


Arezzo Wave Love Festival --- Cinewave
Teatro della Bicchieraia, Arezzo (IT)
July 12-15 2012


The word Ausgeträumt is an untranslatable German word that means the moment before waking. 'It is the state between dream and reality. A state of limbo, free from experience and typical of young people, one that is desirable when someone is going to create something from scratch without repeating even the smallest of earlier discoveries. It resembles a film montage that does not necessarily presuppose a consistent narrative line. The structure has to be rearranged again and again. And the ideal scenario would be to start from a blank page, without unnecessary sentiments and experiences... This would be desirable. Yet, regrettably, it is a utopia' (Deimantas Narkevicius).
Addressing his fascination with naiveté, Narkevicius documents a small group of young Lithuanian boys who have just started a band, interspersing shots of their wintertime surroundings in Vilnius. Pop or rock music has never been fully developed in Lithuania as a means of self expression, and no one Lithuanian pop musician has reached international acclaim. Narkevicius films these young idealists and their international ambitions, asking them questions about their vision of the future and their reflections on the political situation and generally unsatisfying cultural environment.
...

La parola Ausgeträumt è un termine tedesco intraducibile che indica il momento prima del risveglio. “Si tratta dello stato tra il sogno e la realtà. Uno stato di limbo privo di esperienza, tipico dei giovani, che è desiderabile quando uno si avvia a creare qualcosa da zero, senza voler ripetere neanche la più piccola delle precedenti scoperte. Ciò somiglia al montaggio di un film che non presuppone necessariamente una linea narrativa prefissata. La struttura deve essere ravviata ogni volta di nuovo. E lo scenario ideale dovrebbe essere quello di cominciare da una pagina vuota, senza sentimenti e esperienze inutili…Questo sarebbe desiderabile. Ma, purtroppo, è ancora un’utopia” (Deimantas Narkevicius).
Narkevicius documenta un gruppo di giovani ragazzi lituani che hanno appena formato una band, spezzando le loro giornate invernali a Vilnius. La musica Pop e quella Rock non si è mai veramente sviluppata in Lituania come mezzo espressivo, e nessun musicista pop lituano ha mai ottenuto un successo internazionale. Narkevicius riprende questi giovani idealisti e le loro ambizioni internazionali, facendo  domande sulla loro visione del futuro, una riflessione riguardo alla situazione politica e in generale sul contesto culturale insoddisfacente.


ArezzoWaveLoveFestival

Fratelli Calgaro [OUT OF MEMORY] #APPUNTI



Fratelli Calgaro, L'arte sporca, 2011, stampa lambda su alluminio, 91x91 cm



Fratelli Calgaro
[OUT OF MEMORY] Un’immagine fotografica debole ma persistente  
26 maggio – 21 luglio 2012 / opening 25 maggio 
Furini Arte Contemporanea, Via Giulia 8 – Roma

#APPUNTI



“Beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui propri errori”.
Friedrich Nietzsche

In una conversazione che ebbe luogo nel 1985, parlando del collega Riccardo Güiraldes, lo scrittore Jorge Luis Borges disse: “... se cerco di ricordare Güiraldes (...) se voglio ricordarlo, quel che ricordo sono fotografie di lui, perché la fotografia sta ferma e si presta di più al ricordo. Mentre il volto di una persona è mobile e difficile da fissare nella memoria... E questo mi accadde non solo con Güiraldes, ma anche con mia madre e mio padre, se penso a loro, ricordo le fotografie”.

Per decenni abbiamo vissuto il ricordo come una reliquia dell’esperienza vissuta che lascia una traccia emotiva nella nostra visione del mondo.
Oggi il rapporto con l’altro nasce e vive nel mondo digitale, solo qualche volta ne esce... Ma quale tipo di ricordo ne conserverò? In un mondo in cui la conoscenza scava nell’inconscio digitale di Google può esistere una fotografia senza ricordo?



view of the show

[Out of memory] è un segnale di allarme verso la capacità umana di ricordare e produrre quindi memoria senza l’esperienza, ma solo con innesti di relazioni ed informazioni digitali.
Il ricordo che sino a oggi rimandava ad un’esperienza reale, spostata nel tempo con gli strumenti di interazione digitali subisce una evaporazione emotiva di capacità di vissuto e persiste cristallizzandosi in una sorta di inconscio digitale collettivo, un grande database da cui attingere solo quando se ne ha bisogno.

L’analisi critica è composta da punti di vista differenti quali il mutamento, la sparizione e la persistenza della traccia fotografica attraverso tre temi di lavoro:

“L’arte sporca”
Questa serie rappresenta il punto di partenza di un’indagine che cerca di andare al di là della scomparsa dell’estetica per una estetica della scomparsa (aesthetic of disappearance). Una fotografia quindi che registri l’assenza della fisicità sia nel corpo come nel paesaggio.

view of the show

Questa ricerca non vuole sottolineare l’incompiutezza del visibile che ci circonda quanto il suo essere “post” alla sua stessa storia. Dalla chirurgia plastica sino al paesaggio si ha la percezione non più solo di una perdita auratica, ma di un radicale cambiamento di significato verso una consapevole rinuncia al valore di utilizzo e di fruizione: una evaporazione del concetto di dialettica come chiave per capire il mondo ed il suo destino.

“Non ti scordar di me”
Il progetto parte dalla necessità di verificare lo stato di memoria rispetto alla materia tridimensionale. Sono stati spediti una serie di francobolli con stampate delle immagini della Fratelli Calgaro e alcuni sono stati regolarmente recapitati dal servizio postale. La perdita dell’esperienza della sfera reale porta ad una sopravvalutazione dell’analogico, ciò che è reale ed analogico sembra più vero ed autentico.

“Recovery & memory”
Il terzo lavoro estremizza, porta al limite la convinzione che un’immagine si scelga più di quanto non la si fabbrichi o la si “crei”. In ogni caso tutte le immagini create sono comunque immagini scelte da noi; tale scelta non può che essere un lavoro critico, ideologico, dove il fotografo diventa autore sintetizzandone l’immagine finale il proprio sguardo soggettivo. Recovery & memory vuole essere una ricerca verso un assoluto distacco emotivo e sentimentale, fuori da ogni iperbole estetica.

view of the show

Le immagini di questa serie sono state scattate e poi subito cancellate. Infine, attraverso un programma di recupero, sono state restituite all’apparire visibile senza alcuna scelta autorale da parte di chi le ha scattate. Si perde, in questa serie di scatti realizzati in vari negozi di materiale fotografico, qualsiasi costruzione formale dell’immagine, qualsiasi consapevolezza dei soggetti convinti che di loro non rimarrà alcun ricordo.
Se Walter Benjamin scriveva “Ciò che rende incomparabili le prime fotografie è forse il fatto che esse rappresentano l’immagine del primo incontro fra macchina e uomo” (Passages), queste immagini indicano invece un’estrema normalità nella presenza di un fotografo in un negozio di fotografia, lo scatto fotografico diventa quotidiano, quasi una banale convivenza. Queste fotografie mantengono ciò che descrivono, ma i loro soggetti subiscono un’alterazione per il modo in cui sono rappresentati, si oltrepassa la loro funzione quotidiana in favore di una funzione espositiva.

Non esiste alcun soggetto non fotografato o non fotografabile, è la relazione visiva che costruiamo a rendere significativo il soggetto.

Fratelli Calgaro Milano, Maggio 2012